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Aspetta un attimo…Genitori autorevoli? E quindi? Come dobbiamo comportarci?

 

“Allora… Spiegami qual è il modo giusto di essere genitori! Come mi devo rapportare con mio figlio? 

Di sicuro bisogna dare delle regole e far si che vengano rispettate, giusto?” 

“Certamente! Ma mi raccomando… Non essere troppo severo! Bisogna mettersi nei panni del proprio bambino!” 

“Allora ho capito! Quello che conta è essere empatici e non giudicarlo!” 

“È di sicuro fondamentale. Ma non esagerare con la comprensione se no finisci per giustificare tutto!”

“E quindi? Forse devo puntare sull’organizzazione? È la base di tutto, vero? Lo dice anche Daniele Novara!” 

“Ah, se lo dice lui! Però stai bene attento a non diventare troppo rigido se no impazzisci!” 

“Mmm… Che confusione! In qualsiasi modo mi comporti c’è qualcosa da rivedere.”

“Allora, il segreto sta nell’autorevolezza. Devi cercare di essere un genitore autorevole. Né autoritario, né permissivo. Autorevole.” 

“Cioè? “

 

Definizione da “Il metodo danese per crescere bambini felici”:

Autorevoli (da non confondersi con autoritari): questi genitori sono esigenti ma responsivi. Stabiliscono standard elevati ma sono supportivi nel loro modo di educare. 

 

Facciamo un esempio dalla vita quotidiana che forse aiuta di più:

Serata a casa nostra di un giorno infrasettimanale col papà in trasferta (quella sera ha funzionato tutto meglio di altre… Ma sono di casa anche i momenti no, la nostra vita è disseminata dì intoppi). 

Rientrati dalle attività intorno alle 18, obiettivo la mezz’ora di TV alle 19, essere a tavola per le 19 e 30 e a dormire alle 20 e 30. Di mezzo milioni di questioni da risolvere tra cui compiti da terminare per il Primogenito, esercizi di chitarra per il Secondogenito, bagnetto per Eccolaquarta con i capelli unti dalla pappa del pranzo, i pigiami da mettere (ebbene sì vanno a letto coi pigiami impataccati), la tavola da apparecchiare (quella sera turno del Terzogenito). 

E appena entrati invece i bambini cosa fanno? Iniziano a rincorrersi, a litigare e a tirare fuori i giochi, sembra che i miei richiami ai doveri non abbiano effetto, anzi producano una pioggia di “No, non voglio!”. 

MA come per magia la mia decisione e anni di regole consolidate permettono alla situazione di rientrare nei binari: Lorenzo ricopia il testo sul quaderno, Tommaso e Simone si calmano e cominciano a mettersi il pigiama, Alice é nella vasca e la cena sui fornelli. Riusciamo anche a dedicare 10 minuti alla chitarra di Tommaso, che soddisfatto, mi fa sentire i miglioramenti. Finalmente i cartoni e poi tutti a tavola! 

E dopo cena? Lorenzo sparecchia, lavaggio dei denti e tutti i in camera a sentire la storia. Alice a nanna, Per Simone coccola nel lettone come cura contro gli incubi persistenti e per Lorenzo la luce accesa per combattere la sua paura del buio. 

 

Quindi? La ricetta per ottenere l’autorevolezza è:

In un contenitore ben organizzato unite tanta fermezza ad abbondante comprensione, spolverate con regole semplici e chiare senza dimenticare di aggiustare il tutto con le coccole. 

Beh. La facciamo facile. Come si fa a unire decisione e tenerezza? C’è da diventare matti! 

 

Ebbene si… Era più facile avere figli 50 anni fa. Non c’erano dubbi. L’autorità dei genitori non veniva mai messa in discussione e il rispetto nei loro confronti era assoluto. Sì, ma conviveva con due tristi compagni, il timore e la distanza. 

È vero, oggi la strada spesso è in salita e a volte vi sembrerà che i risultati restino sepolti sotto esplosioni emotive e tentativi di contrapposizione. Vedrete però che la fatica verrà ripagata dal benessere dei vostri figli e della vostra famiglia. 

 

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Vera Lelli

Consulente pedagogica

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