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Emozioni. Che fatica!

 

Lorenzo (il Primogenito) ha 7 anni e mezzo, Tommaso (il Secondogenito) ha quasi 6 anni. C’è anche il piccolo Simone (il Terzogenito) che ha 3 anni, ma ora mi soffermo sui suoi due fratelli maggiori.

Se devo associare il Primogenito a un’emozione scelgo la GIOIA. “La gioia? Che meraviglia!” Penserete. Ma l’assurdità vuole che l’emozione più bella, l’obiettivo a cui tendere nella vita, è quella che crea più problemi nella gestione del mio adorato settenne. Mai svelare i fantasmagorici programmi per la giornata! Mai sperare di rilassarsi il sabato mattina! L’entusiasmo per quello che l’attende trasforma il ragazzino sensibile e curioso che adora aiutare i grandi e ascoltare ogni tipo di storia, in una mina vagante dotata di versi, urli e dispetti.

L’emozione da abbinare al Secondogenito invece? Per lui senza dubbio si tratta della RABBIA. La conosciamo bene la rabbia; è difficile da gestire anche per la maggior parte degli adulti. Beh per il mio ultracinquenne la rabbia è un uragano che, per i più svariati motivi (perdere a “pari e dispari”, inciampare nel mio piede, essere l’ultimo a mettere il formaggio sulla pasta), arriva e lo trascina via. Così, improvvisamente, il mio ometto eccezionale tutto coccole e risate lascia il posto a un mostriciattolo rosso che urla e si avventa contro di me coi pugni alzati.

 

Il mio racconto vi sembra assurdo e irreale o riuscite a rivedervi nell’immagine di mamma disarmata di fronte a esplosioni di questa entità? 

Vi siete mai soffermati a pensare a quale possa essere l’elemento comune alla maggior parte degli episodi critici che vivete nella quotidianità coi vostri figli?

Le situazioni e le motivazioni vi potranno sembrare le più disparate. Ma se cercherete di andare un po’ più a fondo troverete sicuramente che le emozioni in tutte le loro forme ne costituiscono il nesso.

Le emozioni? Proprio così!

Che siano le vostre o che siano le loro; generalmente quelle di accezione negativa ma sono coinvolte anche quelle positive.

Qualche esempio?

Siete voi ad arrabbiarvi perchè vi sentite presi in giro o non vi sentite ascoltati da loro? 

…ad essere nervosi perchè siete in ritardo per andare al lavoro o per portarli a scuola? 

…ad essere di cattivo umore per una discussione con un’amica o in ufficio? 

…ad essere felici per una buona notizia che vi porterà dei cambiamenti?

Oppure sono loro a essere arrabbiati perchè non si sentono capiti o perchè non riescono a spiegare le loro esigenze?

…a farsi prendere dalla tristezza perchè sentono la mancanza del papà o della nonna?

…a sentirsi frustrati perchè vorrebbero qualcosa che non è concesso?

…a essere eccitati per l’attesa di un evento speciale?

Sono solo alcuni esempi degli innumerevoli episodi di vita quotidiana in cui le emozioni prendono in qualche modo il sopravvento; e sapete bene quanto sia difficile riuscire a ritrovare l’equilibrio!

 

E’ forse possibile trovare un antidoto a queste tempeste che improvvisamente si abbattono su di noi?

Mi dispiace dover ammettere che l’antidoto non esiste; si possono trovare delle soluzioni ma sfortunatamente non esiste la bacchetta magica che ci permetta di tenere sotto controllo il mondo emotivo.

Quello che possiamo fare però è provare a fare un duplice sforzo:

 – Da una parte lavorare su di noi e sulla nostra capacità di controllare le nostre emozioni.

 – Dall’altra abituarci a vivere le reazioni dei nostri figli in modo consapevole, sia cercando di comprendere i loro stati emotivi, sia aiutandoli a capire quello che stanno provando e a gestirsi nel modo migliore.

 

Quindi il mio consiglio è questo:

COGLIAMO, ACCETTIAMO E GESTIAMO AL MEGLIO LE NOSTRE E LE LORO EMOZIONI PERCHE’ TUTTO RUOTA INTORNO AD ESSE! 

 

Interessante? Vai a leggere la Teoria del Ciclo della Serenità Familiare

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Vera Lelli

Consulente pedagogica

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