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“Mamma! Perché?”

 
“Mamma, perché non possiamo uscire?” 
“Mamma perché non possiamo vedere i nostri amici?” 
“Mamma, perché non andiamo più a scuola? E la piscina? Avevamo appena cominciato il corso!” 
“Mamma, perché non ci vengono a trovare i nonni?” 
“Mamma, perché tutti parlano solo del Coronavirus?” “Mamma, e la festa del mio compleanno? Perché non possiamo invitare i miei amici?” 
“Uffa mamma! Sono stufo di stare in casa ! Voglio correre, andare in bici, andare al parco… Voglio vedere la primavera!” 
 
Sono loro, i nostri bambini, che in questi giorni e in queste settimane hanno perso la loro vita, le loro abitudini e nonostante tutto sono più bravi di noi a non scoraggiarsi a non smettere di ridere, giocare e sperare! 
 
Quante discussioni SU DI loro… 
Come spesso succede si rischia di parlare tanto di loro e di dimenticarsi di parlare CON loro… 
 
Poveri bambini! È vero! 
I nostri piccoli abituati, diciamolo, ad avere tutto, stanno vivendo un periodo pieno di “perché?” e un periodo pieno di “questo non si può”… E quello che non si può era tutto quello che davano per scontato, perché lo davamo per scontati noi. 
 
Poveri bambini!  Non è giusto che debbano affrontare la reclusione, la solitudine, la mancanza… 
Non è giusto. È vero. Ma la situazione è difficile per tutti e i bambini vivono in questo mondo. Questo è un mondo che ora è in difficoltà perché deve affrontare impreparato una pandemia come non ce ne sono mai state. 
 
Poveri bambini! Saranno spaventati, tristi, confusi e annoiati… 
Si, anche perché per loro la vita è sempre stata una vita bambinocentrica. Grandi feste di compleanno, mille attività extrascolastiche coi genitori tassisti, adulti sempre pronti a mettersi in discussione per loro… E poi regali, esperienze, canzoni, viaggi, film, vacanze, giochi e giocattoli, parchi a tema… E chi più ne ha più ne metta… 
 
Poveri bambini! 
Si… Poveri cuccioli! Quante rinunce… Una primavera di sole sprecata in casa… Giorni di scuola e stimoli persi… Amici e nonni lontani… 
 
Certo! Sono d’accordo con voi! Ci vuole una valanga di empatia per capirli, per star loro vicini, per perdonare le loro crisi, per dar loro supporto in questa esperienza così surreale e diversa. 
 
Ma proviamo a fare un esercizio mentale che in questo periodo di reclusione ci aiuta un po’ a recuperare la giusta prospettiva. 
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di uscire dalle nostre case… Immaginiamo dì sorvolare sulle case di tutti i bambini, i bambini malati e i bambini con i genitori malati, i bambini in situazioni economiche difficili, i bambini delle zone terremotate… 
Immaginiamo quindi di alzarci in volo sempre più in alto e usciamo dall’Italia… Andiamo a dare un’occhiata ai bambini dell’Africa, ai bambini delle baraccopoli, ai bambini della Siria e della Turchia… 
 
Ci siete? Mi avete seguito in questo volo? 
E quindi? 
 
Torniamo ai nostri piccoli tesori che in questi giorni hanno bisogno di noi più del solito… 
Di che cosa hanno bisogno? 
Non di genitori concentrati a recriminare per loro, a soffrire per le loro mancanze, a temere per la loro salute fisica e mentale… 
I nostri cuccioli hanno bisogno di genitori forti, positivi, coraggiosi… 
Hanno bisogno di parole per capire 
Hanno bisogno di abbracci in cui nascondersi 
Hanno bisogno di casella sicure e serene in cui trascorrere le loro giornate 
Hanno bisogno di sapere da noi che ce la faremo e che tutto andrà bene… Perché anche se stanno a casa per un po’ le loro case sono sicure e noi siamo al loro fianco ad affrontare per e con loro questa grande sfida! 
 
Quindi si… Poveri bambini! 
Ma ce la possono fare! Aiutiamoli! 

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Vera Lelli

Consulente pedagogica

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