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Quanta tecnologia in quarantena! Come gestirci e come gestirla coi nostri bambini…

 
Siamo chiusi in casa da settimane e gli smartphone, i tablet e i computer diventano i nostri collegamenti con il mondo esterno… 
Per i nostri bambini questa è una novità ancor più che per noi… 
Gli schermi diventano più di un attraente gingillo nelle mani di mamma e papà… 
Diventano il magico mezzo tramite cui parlare e vedere gli amati nonni, zii e cugini… Insomma tramite cui riunire la famiglia 
Diventano l’unico punto d’incontro con gli amichetti a loro volta reclusi
Diventano la scuola nella quotidianità, che non è più fatta di banchi, cattedra, lavagna, mensa e intervallo, ma è fatta di piattaforme, video lezioni, giochi, e file da stampare 
Diventano anche fonte di svago con allenamenti, musica, film che fanno da salvagenti aiutandoci a riempire le loro e le nostre giornate. 
 
A casa nostra ci sono state sempre regole molto precise in merito all’utilizzo dei dispositivi tecnologici da parte dei bambini. 
Niente telefono, tablet e computer se non sotto il nostro controllo e per motivi pratici ben precisi (la ricerca per scuola, la telefonata ai nonni, la foto in un momento speciale). 
La TV accesa solo mezz’ora prima di cena e, se era una delle rare giornate casalinghe, anche mezz’ora dopo pranzo. Ultimamente, dato che i bambini sono un po’ più grandi, avevamo aggiunto la visione di un film nel week end. 
 
Come mamma, prima ancora che come pedagogista, ho sempre visto l’utilizzo della tecnologia da parte dei più piccoli come un vero e proprio pericolo. 
Pericolo perché è un’enorme impoverimento di tutti gli stimoli di cui i nostri bambini hanno bisogno, stimoli reali, concreti, tangibili. 
Pericolo perché isola i bambini anche quando sono in compagnia; li priva delle relazioni che sono così fondamentali per crescere, per imparare a gestire le proprie emozioni e per vivere nel mondo con gli altri.
Pericolo perché è vero, è la più economica e reperibile baby sitter, ma non gioca coi bambini, li ipnotizza, non li coinvolge, li seda. E io non voglio questo per i miei cuccioli, a costo di impazzire! 
 
È vero, non bisogna neanche demonizzarla. Ed è controproducente privarli di quello che ormai permea interamente le nostre vite. 
È importante insegnare quindi un utilizzo critico, attivo e regolato della tecnologia. 
 
E adesso? In questi lunghi giorni di quarantena? 
Adesso bisogna cedere all’evidenza che quest’emergenza ci avvicina tutti a quei dispositivi elettronici. 
Bisogna ammettere che senza di essi sarebbe certamente ancora più dura. 
Bisogna accettare che anche i più piccoli convivano con gli schermi, senza che essi però prendano il sopravvento. Quindi accettiamo, ma sempre in modo razionale, con regole e controllo. 
 
E perché non cercare di vivere anche questo aspetto con ottimismo creativo (per chi non lo conoscesse è quell’ottimismo critico che riesce a scovare del positivo anche nei momenti più difficili)? 
Proviamo a vederla così:
Questa può essere un’occasione per far avvicinare i nostri figli alla tecnologia in modo responsabile. 
Per far capire loro che si tratta di strumenti utili e pratici. 
Per insegnare loro che sugli schermi si può lavorare, imparare, conoscere, ridere, condividere… Che in questo momento, e non sempre, essi sono lo strumento che più ci aiuta a sopravvivere e a non sentirci soli. 
 
Che ne dite? Proviamo a cercare le 5 regole per un approccio ottimale ai dispositivi tecnologici coi nostri cuccioli ai tempi del Coronavirus? 
Eccole:
  1. mettiamo a disposizione i dispositivi necessari alle loro attività in modo programmato e controllato 
  2. stabiliamo delle nuove regole per il loro utilizzo; che sia chiaro che valgono per questo periodo eccezionale 
  3. responsabilizziamo i bambini: insegniamo loro a gestirli dando loro fiducia e un minimo di autonomia (il materiale lo possono stampare loro, e possono imparare a gestire la piattaforma per le video lezioni) seMpre sotto il nostro occhio vigile 
  4. ricordiamoci di non far loro scordare cosa significhi vivere senza uno schermo davanti: lasciamo tanto spazio al gioco libero, ai giochi in famiglia, alle attività creative, al solletico e alle capriole. 
  5. non facciamoci prendere dallo sconforto: anche questa invasione nella nostra quotidianità da parte di schermi e tasti finirà e torneremo alla vita di prima, ai prati, alle corse e ai tiri al pallone. 

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Vera Lelli

Consulente pedagogica

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