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Se ci guardiamo alle spalle…

 
Se ci guardiamo alle spalle in questo 2020 cosa vediamo? 
Vediamo paura della malattia e della morte… 
Terrore di contagiarsi, di essere coinvolti… 
Ansia di non farcela, di non uscirne… 
Vediamo tristezza per i giorni e i mesi persi… 
Malinconia per una vita, quella di prima che non c’è più… 
Angoscia per chi non ce l’ha fatta e non è più qui… 
E ancora… Vediamo preoccupazione per i nostri bambini rinchiusi e soli… 
Per il lavoro che non va… 
Per i nostri anziani così a rischio… 
 
Eh si… Caro 2020, ci hai portato tutto questo, insieme a tanta fatica a tante novità, troppe, da mandare giù. 
E noi nonostante tutto siamo arrivati qui oggi a salutarti…
E in questo saluto riusciamo a vedere altro al di là degli affanni e degli stenti… 
 
Se ci guardiamo alle spalle in effetti vediamo anche luce… 
Quella luce che splende laddove le persone reagiscono di fronte alle difficoltà. 
Alle nostre spalle ci sono giorni di lockdown che ci hanno obbligato a rallentare e ad assaporare quegli attimi che nelle frenetiche corse si perdono… 
Ci sono momenti in famiglia, coi bambini, a inventare giochi, a ridere e a sentirsi vivi… 
Ci sono momenti di commozione, in cui il senso di appartenenza a una comunità arriva a entrarci nelle ossa… 
Ci sono sentimenti forti, primitivi, come l’amore, l’amicizia, la fratellanza… Che la mancanza ha reso più forti e più reali… 
Ci sono i bisogni primari e impellenti che fanno impallidire quelli secondari e futili… 
 
Proprio così! 
Caro 2020 ci hai tolto tanto e contemporaneamente ci hai fatto crescere… Ci hai donato la consapevolezza che non si deve e non si può mai dare niente per scontato! 
Per questo vado controcorrente e dico che non ti cancellerei, nonostante tutto… Dico che sei stata una delle grandi lezioni della vita e che per questo ti accetto e ti accolgo. 
Se mi guardo alle spalle vedo il vuoto lasciato dal mio papà… E quello invece, caro 2020, non riesco a colmarlo! 
Comincerò il 2021 con la certezza di essere più forte e consapevole e con il peso di una lacrima da portare nel cuore. 

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Vera Lelli

Consulente pedagogica

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