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Genitori in pratica…Da dove cominiciare?

Nessuno “nasce imparato”. Si sa. 
Qual è la sensazione nel momento in cui viene al mondo il nostro primo cucciolo, nel momento in ci trasformiamo in mamme e papà? 
 
Ricordo bene quella sensazione…
Quando mi sono trovata il Primogenito in braccio per la prima volta sentivo… da un lato di star facendo la cosa più naturale del mondo, quella per cui sono stata programmata… dall’altro di non sapere da che parte cominciare…
“Aiuto! Un cosino così fragile che dipende completamente da me?!?” 
“E come faccio ad allattarlo?” 
“E il pannolino? C’è anche il cordone da medicare!” 
“E come lo vesto? Avrà freddo o caldo?” 
“Piange? Ma che cos’ha? Ha fame? È stanco? Ha le coliche? Come faccio a saperlo?” 
“Lo posso mettere nel lettone? Nella culla non dorme!” 
“E il bagnetto? Prima o dopo la poppata?” 
“Quali sono i pannolini giusti? E la crema per il cambio?” 
Ogni singolo aspetto che riguardava la sua vita mi faceva sorgere dubbi e mi mandava in crisi… 
Come dimenticare la corsa al pronto soccorso alle 3 di notte perché il piccolo Lorenzo di 3 mesi aveva fatto dei colpi di tosse un po’ strani…”Cosa succede? Non riesce a respirare?”… “Signora è un po’ di tosse, gli faccia l’aerosol”… 
 
Questa sensazione mano a mano si alleggerisce fino al momento in cui nascerà il nostro secondo cucciolo, e poi il terzo, il quarto e via andare. 
 
Il mio atteggiamento con il Secondogenito è stato un altro fin da subito. L’insicurezza ha lasciato il posto alla tranquillità con cui si affronta quello che si conosce. 
Con il Terzogenito poi, non ne parliamo… 
A un mese, a gennaio, era già nella fascia in montagna, nel carretto della bici e nell’ovetto sotto la neve… 
A 7 mesi la sua prima notte in tenda. 
A 8 mesi ci ha seguito in un lungo viaggio itinerante con le biciclette e poco dopo notti in rifugio, gite in canoa e chi più ne ha più ne metta… 
Insomma, povero Simone, si è adattato a tutte le avventure della famiglia. Col suo arrivo ormai il disorientamento era cessato. 
Eravamo diventati esperti e rilassati, con un buon bagaglio di strumenti genitoriali da usare in ogni situazione. 
 
Bene, ecco dove volevo arrivare. Al momento in cui si parla di come fare il nostro mestiere. 
 
Avete presente quando per prendere la patente, dopo aver superato l’esame di teoria, bisogna affrontare quello di pratica? 
Non si scherza più… Si deve salire in macchina e dimostrare di sapersi destreggiare in mezzo al traffico. È la vera prova… Che dimostra se siamo veramente in grado di guidare. 
 
Siamo arrivati a questo passaggio anche nel nostro percorso. 
Siamo partiti dal lavoro su di noi, ci siamo poi concentrati sul modo di relazionarsi coi nostri bambini. E ora? 
Ora dobbiamo pensare a come mettere in pratica il nostro lavoro genitoriale. Non sarà di sicuro semplice, né banale, ma anche in questo caso avremo alcuni pilastri su cui basare i nostri sforzi. Li affronteremo uno per uno nei prossimi post. 
 
Certamente se siete arrivati fin qui impegnandovi con voi stessi e nel rapportarvi coi vostri figli, partirete con un buon vantaggio e delle fondamenta solide. 
 

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